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Dopo il sofferto pareggio contro l’Atalanta e la concessione della vetta solitaria in classifica alla Juventus, l’Inter era costretta a ripartire immediatamente con una vittoria al Via del Mare di Lecce. Infatti i bianconeri, e di questi tempi anche la Lazio, mantengono ritmi molto vicini al punteggio pieno e qualsiasi passo falso diventa man mano sempre più difficile da recuperare.

Per la prima volta dopo mesi, Conte ha potuto schierare la formazione titolare nei piani tattici estivi, con l’unica eccezione di Biraghi esterno sinistro al posto dell’infortunato Asamoah. Il terzetto difensivo è stato infatti composto da Godin, De Vrij e Skriniar, mentre a centrocampo Brozovic è stato fiancheggiato da Sensi e Barella. In attacco Lukaku e Lautaro Martinez hanno agito come confermatissima coppia offensiva, nonostante il ritorno di Sanchez offra un’opzione in più a Conte.

Avversario di turno della compagine nerazzura era il Lecce di Liverani, squadra che sta lottando per mantenere un posto in Serie A cercando comunque di attuare un gioco propositivo e coraggioso, basato sul possesso palla. Nelle ultime settimane però i risultati non stanno arrivando dalle parti di Lecce. Il tecnico dei salentini ha quindi deciso di affrontare l’Inter con un modulo diverso da quello schierato sin qui, un 5-3-2 avente il preciso scopo di aspettare gli avversari per poi provare a ripartire.

Sin dai primi minuti si è intuito che il maggior rischio che l’Inter doveva sopportare nella gara era quello di giocare con un ritmo più basso rispetto al solito, influenzata dall’impedimento nel poter attuare i soliti schemi di gioco. Infatti i tre centrali dell’Inter potevano fare liberamente il classico giropalla, visto che le due punte leccesi raramente abbozzavano un pressing, ma avevano difficoltà nel trovare il momento giusto per verticalizzare sulle due punte, sviluppo di gioco tipico dell’Inter in questa stagione. I centrocampisti del Lecce infatti sono stati quasi sempre attenti a rimanere molto vicini alla linea difensiva per impedire a Lukaku di avere abbastanza spazio per ricevere palla.

Petriccione impedisce a Lukaku di ricevere il lancio di Candreva.

Intorno a metà primo tempo gli uomini di Conte sono però riusciti a cambiare ritmo nella partita, aumentando la velocità delle giocate e riuscendo ad arrivare con costanza in zona cross (in particolare sul centrodestra offensivo), da dove spesso Candreva o Barella hanno messo in area palloni molto pericolosi.

Il giocatore che più di tutti ha permesso ai nerazzurri di cambiare passo in questa fase è stato Brozovic. La scelta del Lecce di avere un centrocampo molto basso ha infatti impedito agli attaccanti nerazzurri di rendersi pericolosi con le solite combinazioni, ma ha permesso a Brozovic di avere sempre spazio per fare gioco, ed il croato è stato molto bravo ad imprimere un ritmo veloce alle azioni dell’Inter.

L’atteggiamento del Lecce si è quindi rivelato troppo passivo e l’Inter ha preso facilmente il dominio del campo. Gli uomini di Liverani infatti cercavano subito il lancio lungo verso gli attaccanti, i quali però venivano quasi sempre anticipati dai centrali nerazzurri. La conseguenza è stata che per diversi minuti l’Inter ha mantenuto un possesso palla rapido che ha tolto le certezze iniziali al Lecce.

Il possesso veloce dell’Inter destabilizza la difesa salentina che non riesce più a raddoppiare gli attaccanti nerazzurri coi centrocampisti.

L’Inter però non è riuscita a concretizzare il dominio avuto nella seconda metà del primo tempo, e si è ritrovata a dover affrontare un Lecce rigenerato nei secondi 45 minuti. Liverani ha infatti scelto di alternare il gioco diretto con un minimo di possesso palla ad inizio azione, probabilmente contando che la stanchezza potesse limitare l’efficacia del pressing interista.

L’Inter non riesce ad alzarsi in pressing con tutti i giocatori e il Lecce può trovare sempre l’uomo libero su cui scaricare il pallone.

Il cambio di atteggiamento del Lecce si è rivelato efficace non solo per spezzare il ritmo alla squadra di Conte, ma anche per creare qualche pericolo dalle parti di Handanovic. Alcune indecisioni dei centrali nerazzurri hanno infatti permesso ai giallorossi di arrivare parecchie volte con pericolosità nei pressi dell’area nerazzurra, anche se la mancanza di qualità dei giocatori offensivi del Lecce ha influito sull’efficacia delle conclusioni.

Tralasciando i progressi in fase di possesso del Lecce, l’Inter ha avuto un calo vistoso nella ripresa. Il possesso palla dei nerazzurri è infatti calato in velocità e per il Lecce è diventato facile chiudere bene tutti gli spazi.

Nonostante queste difficoltà l’Inter è comunque riuscita a sbloccare il risultato grazie a Bastoni, entrato al posto di Godin proprio per avere maggiore qualità nel possesso palla tra i centrali e nei cross dalla trequarti (spesso l’Inter porta i centrali laterali ad avanzare palla al piede fino alla trequarti per creare superiorità numerica). Il gol è però nato dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto con lo scambio corto, a cui è seguito un preciso cross di Biraghi per il colpo di testa di Bastoni.

Il gol trovato sembrava poter indirizzare definitivamente la partita, ma i nerazzurri non hanno avuto la forza e la determinazione per sfruttare i maggiori spazi che il Lecce ha inevitabilmente offerto.

Invece di sfruttare gli spazi lasciati da un Lecce più sbilanciato, l’Inter preferisce rallentare il gioco e gli attaccanti salgono troppo lentamente.

Inoltre la mancanza di determinazione e lucidità non si è manifestata solo nel momento di ripartire, ma anche in fase difensiva. Il gol del pareggio del Lecce è infatti derivato prima da due seconde palle recuperate dagli uomini di Liverani, poi da un mancato intervento di Candreva ed infine dall’anticipo di Mancosu su Bastoni.

L’Inter quindi esce con un solo punto dal Via del Mare e permette alla Juventus di allungare in testa alla classifica. I nerazzurri hanno pagato il non aver sfruttato le occasioni create in un primo tempo sostanzialmente dominato, e l’evidente calo nel secondo tempo, probabilmente dovuto ad un fattore fisico. Il dato preoccupante del pareggio di Lecce però, non sta tanto nel fatto di essere incappati in una giornata storta in zona offensiva, cosa che ci può stare, ma nell’aver subito una nuova rimonta in campionato dopo aver sbloccato comunque la partita. Infatti gli uomini di Conte chiudono raramente una gara con la porta inviolata, cosa che peraltro li accomuna ai rivali bianconeri. La differenza però sta nel fatto che la Juventus ha molte più soluzioni offensive dei nerazzurri, e quindi ha meno difficoltà nel vincere le partite anche subendo gol. Da ciò ne deriva la sensazione che, se l’Inter vorrà provare a vincere il campionato, dovrà necessariamente subire meno reti.